VARESE – Domani sera, 10 marzo, alle 21, suonerà al Teatro Apllonio, in piazza Repubblica, per beneficenza: la fondazione Francesca Rava Nph Italia lo ha voluto come ospite d’onore per una serata a favore dei bambini vittime del terremoto ad Haiti. Lui è anche il pianista italiano di jazz (e non solo) più acclamato degli ultimi anni. Si chiama Stefano Bollani, e ha raccontato qualcosa di sè a VareseNotizie.
Una delle prime “performance” che ha subito fatto capire che sei un musicista un po’ anomalo è una tua imitazione di Johnny Dorelli nel disco “Craccracriccrecr” di Elio e le Storie Tese. Era il 1999. Cos’è cambiato in questi undici anni?
In realtà non molto, perché il mio spirito e l’entusiasmo sono rimasti gli stessi. Un intervento come quello è nato semplicemente dalla voglia di divertirmi con i miei amici Elii mentre stavano registrando un disco. E così, poi, sono nate tutte le altre iniziative, le imitazioni, anche i libri: solo dalla curiosità e dalla voglia di divertirsi.
Quella è rimasta assolutamente la stessa. È la tua prima volta a Varese?
No, ho suonato già una volta ai Giardini Estensi, poi ho fatto un concerto a Ponte Tresa, per il premio letterario “Ponte Magico” organizzato dalla mia amica Chiara Zocchi. Mi fa molto piacere suonare nella vostra città, perché lì ho molti amici e poi perché ci sono passato troppe poche volte. Ma questa è un’occasione speciale. Sì, perché questa volta l’intero incasso del concerto sarà devoluto alla fondazione Francesca Rava Nph Italia. Non è facile per me scegliere per chi suonare, richieste di concerti per beneficenza me ne arrivano tantissime. Sono legato da anni ad Emergency, perché so come lavorano e so che mi posso fidare. Questa volta un amico mi ha garantito della serietà dell’iniziativa, così ho accettato. E poi la tragedia di Haiti ci ha colpito tutti profondamente. Non era possibile dire di no.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo “piano solo”?
Meglio non aspettarsi niente, così non si rimane delusi! Sinceramente, poi, non so nemmeno io cosa aspettarmi: quando faccio i concerti di piano solo improvviso totalmente. Non preparo neanche la scaletta, suono quello che mi viene in mente. Poi, verso la fine, chiedo al pubblico cosa vorrebbe sentire e suono “a richiesta”: è lì che vengono fuori le cose più strane, come le mie imitazioni di Battiato o Jovanotti. Preferisco così. Sono molto più teso se devo suonare con un’orchestra seguendo degli spartiti precisi. Quando sono solo sono totalmente libero di seguire la mia voglia di divertirmi.
Non è proprio possibile perdersi la tappa varesina di un grande pianista come Bollani, capace di intrattenere, divertire ed emozionare non solo con la sua bravura di musicista, ma anche con una notevole verve, tutta toscana. Il Teatro ha ancora biglietti disponibili, acquistabili su www.ticketone.it o direttamente alla biglietteria del Teatro di Varese.
Chiara Frangi Varesenews.it
La Biglietteria del Teatro è aperta nei seguenti orari:
dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00.
Nei giorni di spettacolo il botteghino è aperto dalle 20.00 alle 21.00 o dalle 15.00 alle 16.00.
Per informazioni telefoniche potete rivolgervi al n. 0332 247897.
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Erede diretto di Astor Piazzolla, Richard Galliano interpreta, compone ed orchestra una musica derivata dal genere “musette”, nella quale si mescolano in modo apparentemente casuale reminiscenze swing, marcati echi di tango (grazie alla fondamentale lezione del grande maestro, con il quale Galliano ha approfondito sia il suo già notevolissimo bagaglio tecnico, sia gli studi armonici e di composizione, e con il quale ha anche inciso un fortunato CD), giri di valzer dei bistrot parigini, ballads di Bill Evans, improvvisazioni di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un compiaciuto gusto cromatico che riporta alla migliore tradizione francese, da Couperin a Debussy e soprattutto a Ravel. Galliano, francese della Costa Azzurra ma di chiare origini italiane, assurto in pochissimi anni ai vertici mondiali del jazz, è il principale artefice del rilancio a tutto campo della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive. I grandi meriti di Galliano sono dunque l'originalità, l'avere saputo cioé sintetizzare tutte queste esperienze musicali in una nuova musica europea, fatta di improvvisazione jazzistica e di tradizione mediterranea, e l'avere consentito alla fisarmonica (nella sua variante francese a tasti, l'accordeon) ed al bandonéon di assurgere al ruolo di protagonisti nello scenario jazzistico contemporaneo; strumenti scomodi che hanno avuto spesso vita difficile nel jazz e nella musica colta. Ed è proprio nelle esibizioni in solo che Galliano riesce ad emozionare maggiormente il pubblico: nelle sue mani la fisarmonica acquista ora la policromia di un’orchestra, ora il raccolto timbro di un intimismo di natura cameristica
